Federico II di Svevia

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Federico II alle porte di Gerusalemme

Non invidio a Dio il paradiso perché sono ben soddisfatto di vivere in Sicilia

FEDERICO II DI SVEVIA

Il figlio di Federico Barbarossa, Enrico VI di Svevia, Imperatore del Sacro Romano Impero, in virtù del suo matrimonio con Costanza d’Altavilla (Hauteville in francese), figlia di Ruggero II, primo re di Sicilia, ultima discendente della dinastia normanna, rivendicava per sè il trono di Sicilia. Senza la moglie al seguito, dopo avere condotto una campagna vittoriosa per conquistare Palermo, la notte di Natale del 1194 venne incoronato Re di Sicilia nella Cattedrale della capitale del regno. Costanza, la consorte che aveva intrapreso il viaggio per raggiungere il marito in Sicilia nonostante l’avanzato stato di gravidanza, fu colta dalle doglie il giorno dopo l’incoronazione del marito, a Jesi, nelle Marche. Il corteo imperiale si fermò nella città, dove, in fretta e furia, venne allestita una tenda sulla pubblica piazza. Costanza d’Altavilla, imperatrice di Germania e regina di Sicilia, erede dei Normanni e sposa di un imperatore tedesco, incurante del freddo, dei rischi di un parto a quarant’anni e rinunciando ad ogni forma di pudore, partorì pubblicamente in quella tenda il suo primogenito al fine di fugare ogni dubbio sulla nascita del futuro imperatore. Il bambino che vide la luce quel 26 dicembre del 1194 era Federico Ruggero II di Svevia, lo Stupor Mundi, Re di Sicilia, Duca di Svevia, Re dei Romani, Imperatore del Sacro Romano Impero e re di Gerusalemme. Il giorno successivo alla nascita Costanza si mostrò nella stessa piazza mentre allattava il neonato. Quando Enrico VI morì, il 28 settembre 1197, la regina affidò Federico al Conte Pietro da Celano. Costanza morì l’anno dopo, il 27 novembre 1198, dopo averlo posto sotto la tutela di Papa Innocenzo III e aver costituito in suo favore un generoso appannaggio di 30.000 talenti d’oro per l’educazione del futuro imperatore.

Il giovane sovrano trascorse gli anni dell’infanzia e della giovinezza a Palermo, capitale del regno normanno, già sede di un emirato arabo, in cui si erano intrecciate e avevano convissuto razze, religioni e culture diverse.  Abitò nelle residenze di “Palazzo dei Normanni” e del “Castello della Favara”. Federico era seguito negli studi da Gualtiero di Palearia, vescovo di Troia e Cancelliere del regno e dal fratello, Gentile di Manopello. Il papa veniva costantemente informato dei progressi scolastici, della crescita e della salute del giovane Federico.

Federico II apparteneva alla nobile famiglia sveva degli Hohenstaufen e fu l’ultimo sovrano a regnare in Sicilia e ad appartenente a tale dinastia. Egli era dotato di una personalità poliedrica e affascinante. Il suo regno fu principalmente caratterizzato da una forte attività legislativa e di innovazione artistica e culturale, ma fortemente contrastata dalla Chiesa, di cui il sovrano metteva in discussione il potere temporale. Ebbe infatti ben due scomuniche dal Papa Gregorio IX, che arrivò a vedere in lui l’anticristo. Papa Innocenzo IV, parlando del sovrano tedesco, ebbe a dichiarare anni dopo: “Guai a lasciare a quest’uomo e alla sua stirpe viperina lo scettro col quale dominare il popolo di Cristo”.

Enrico VI entra trionfante a Palermo

Uomo di cultura e intelligenza fuori dal comune (Federico parlava fluentemente latinotedescofrancesegreco e arabo), gli venne dato l’appellativo di “Stupor Mundi” per il suo straordinario interesse verso molte discipline culturali, dalla matematica all’astronomia, dalle scienze naturali alla filosofia, nonché,al gusto per il divertimento. Fra queste la musica, la poesia e la caccia col falcone, una passione che coltivò per tutta la vita, aprendo la strada della falconeria nel mondo occidentale, concepita nel rispetto del rapace. La falconeria per lui era anche occasione di studio della natura, come attesta il trattato da lui redatto De arte venandi cum avibus, corredato da pregevoli miniature. Grande spazio veniva dato anche alla cura corporis, in cui l’igiene quotidiana si univa ai precetti della medicina della scuola salernitana. 

Il sovrano nel 1224 istituì a Napoli una scuola di diritto e riorganizzò la Scuola medica salernitana. La sua corte è stata il punto d’incontro di almeno quattro culture: quella greca, quella latina, quella araba e quella ebraica; La corte reale di Palermo era luogo di incontro di intellettuali e artisti provenienti da ogni parte del mondo. Molti dei suoi collaboratori furono anche bravissimi poeti, e furono tra i primi, in Italia, a scrivere poesie non in latino, ma nella lingua del posto: il siciliano parlato in Sicilia; naturalmente non un siciliano popolare, ma un siciliano elegante. I poeti della corte di Federico II formarono un gruppo noto come la scuola poetica siciliana. Grazie a loro, per la prima volta in Italia una lingua locale fu usata normalmente per scrivere opere di alta poesia. La poesia che veniva prodotta dalla scuola siciliana, ebbe una notevole influenza sulla letteratura, anticipando di almeno un secolo l’uso di quella che sarebbe diventata poi la moderna lingua italiana.

Federico II neonato

Nota biografica:

1209Federico II, divenuto maggiorenne, su consiglio del pontefice, sposa Costanza d’Aragona, più grande di lui di quasi dieci anni e vedova del re d’Ungheria Emerico. Federico non ha ancora compiuto 15 anni. Accetta l’imposizione del papa obtorto collo, ma non modifica la sua vita. Costanza gli porta in dote trecento cavalieri, grazie ai quali Federico riusce a riaffermare i sui diritti in Germania, sconfiggendo l’usurpatore Ottone IV di Brunswick e ripristinando pace ed ordine attraverso provvedimenti di risanamento e riorganizzazione dello stato. E’ così che Federico, sostenuto dal re francese Filippo Augusto e da Innocenzo III, viene nominato “Re dei Romani”;



1211 – Nasce a Palermo, Enrico VII di Hohenstaufen, primogenito di Federico II e di Costanza d’Aragona. Per volere del padre, cresce nella Germania feudale, lontano dalla famiglia. Irrequieto e sovversivo, Enrico sviluppa un odio lacerante e profondo nei confronti del padre, acuito dalla lontananza;

1212Federico presta giuramento vassallatico al papa, dopo di che si reca in Germania per accordarsi con Luigi VIII di Francia e sconfiggere il suo rivale Ottone IV. Il 9 dicembre dello stesso anno viene incoronato imperatore nel Duomo di Magonza dal vescovo Sigfrido III di Eppstein;

1213Federico promette solennemente al papa di mantenere una divisione tra Impero e Regno di Sicilia (regno vassallo del Papa), di rinunciare ai diritti germanici in Italia e di intraprendere una crociata in Terrasanta nonostante il Papa non avesse richiesto ciò esplicitamente;

1214Ottone IV venne sconfitto definitivamente nella Battaglia Bouvines che vede impegnati Filippo Augusto di Francia e Federico II contro il suo rivale e gli alleati inglesi;

1215Federico riceve una nuova incoronazione ad Aquisgrana e durante lo stesso anno partecipa al IV Concilio Lateranense in cui venne stabilito l’anno della quinta crociata, il 1217. Innocenzo III muore nel 1216 e gli succede Onorio III che, adirato, incalza Federico II a mantenere la sua promessa riguardo la crociata. Durante la fallimentare crociata del 1217-1221 (la quinta), Federico II si guarda dal prestare assistenza ai crociati per una semplice quanto motivata ragione di stato: mantenere la pace col sultano d’Egitto ayyubide al-Malik- al-Kamil, i cui territori sono molto vicini alla Sicilia e con il quale mantiene ottimi rapporti con stretti e frequenti contatti diplomatici;

1220 – Il papa nomina Federico II Imperatore nella Basilica di San Pietro. Nello stesso anno, Federico nomina suo figlio Enrico, Re dei Romani;

1222 – Il 23 giugno muore a Catania la moglie di Federico, Costanza d’Aragona. Viene tumulata nella Cattedrale di Palermo;

1225 – Federico II riusce a stipulare un trattato con il papa, “la Dieta di San Germano”, in cui si impegna a intraprendere una crociata entro il 1227, pena la scomunica. Gli promette anche di sposare Jolanda di Brienne, erede al trono di Gerusalemme. E’ Gregorio IX, successore di Onorio III, a fare pressioni sul neo Imperatore che è quindi costretto a partire. Ma lo scoppio di una pestilenza, a causa della quale anche Federico si ammala, lo costringe a un rientro a Otranto e a un ritiro a Pozzuoli. Gregorio IX interpreta il tutto come una scusante e lo scomunica. Il 9 novembre Federico sposa, come promesso, Jolanda di Brienne. Jolanda ha 13 anni; è immatura e bruttina, ma Federico trova il modo di consolarsi: e lo fa con la cugina della moglie, Anais, una dama di compagnia ventenne, procace, disinibita. Jolanda di Brienne dà al marito due figli — Corrado IV e Margherita — e muore nel 1228, a soli 16 anni, per postumi da parto. Il 1225 è l’anno in cui Federico conosce Bianca Lancia, della nobile famiglia piemontese dei Lancia, pochi mesi dopo lo sfortunato matrimonio con Jolanda di Brienne: è un reciproco colpo di fulmine. Non potendo convolare a giuste nozze, i due mantengono una relazione clandestina ma tutt’altro che segreta, tanto che da essa nascono due figli, forse tre: Costanza, Manfredi, alcuni dicono Violante. Bianca Lancia è l’ultima moglie di Federico, che sposerà in articulo mortis;

1228 – Nello stesso anno in cui viene scomunicato, Federico parte per la Terrasanta intraprendendo la VI Crociata. L’imperatore nomina Rainaldo di Urslingen suo sostituto in Italia durante l’assenza, erede (in caso di morte) il primogenito Enrico, Re dei Romani, in seconda istanza il figlio Corrado, nato ad Andria pochi giorni prima da Jolanda di Brienne, che muore di parto. Federico, grazie ad un accordo diplomatico con il sultano ayyubide al-Malik- al-Kamil, nipote di Saladino, conquista Gerusalemme senza combattere una sola battaglia;

1229 – il 18 marzo Federico si incorona Re di Gerusalemme nella Basilica del Santo Sepolcro, nonostante l’opposizione del clero locale e di quasi tutti i feudatari. Nel frattempo, durante l’assenza dell’Imperatore, Gregorio IX si allea con le truppe germaniche in quella che viene chiamata “la crociata contro Federico II”;

1230 – Al ritorno da Gerusalemme, Federico trova molte città schierate dalla parte del Pontefice, tuttavia riusce a sconfiggere le forze papali. Con quella che viene chiamata “la Pace di San Germano”, l’imperatore si riconcilia con il Pontefice e promette solennemente di rinunciare alle violazioni che avevano causato la scomunica, di restituire i beni confiscati alle chiese e ai monasteri e di riconoscere la Sicilia come Regno vassallo del Papa. Il Papa, dal canto suo, è costretto a ritirare la scomunica anche tenendo conto del suo successo, seppur “solamente” diplomatico, ottenuto durante la sesta Crociata;

Ritratto di Federico II con il falco dal suo trattato “De arte venandi cum avibus”

1231Federico convoca una “Dieta” a Ravenna per riaffermare l’autorità imperiale sui comuni. In quello stesso anno emette una nuova valuta per il suo regno, l’Augustale, una moneta d’oro coniata dalle zecche imperiali di Messina e di Brindisi;

1234 – Il figlio Enrico si ribella al padre che lo fa scomunicare e arrestare tenendolo in prigione fino alla morte sopraggiunta nel 1242;

1235Federico, rimasto vedovo nel 1228 di Jolanda di Brienne, nel luglio del ‘35 sposa nella Cattedrale di Worms Isabella d’Inghilterra, figlia di Giovanni Senzaterra e sorella del Re d’Inghilterra Enrico III. Isabella dà al marito due figli: Margherita ed Enrico, detto Carlotto, morto in giovanissima età;

1241 – L’anziano papa Gregorio IX muore. Gli succede Celestino IV, che però muore solo dopo 17 giorni di pontificato. Il soglio pontificio rimane vacante un anno e mezzo, periodo durante il quale si svolgono frenetiche trattative. In quello stesso anno Federico rimane vedovo. La moglie Isabella muore nel dare alla luce una bambina che muore subito dopo la nascita;

1243 – Il 25 giugno ad Anagni viene eletto papa Innocenzo IV il quale ritiene inaccettabile il dominio imperiale in Lombardia (per paura che i possedimenti ecclesiastici siano così accerchiati);

1245Il Concilio di Lione conferma la scomunica di Federico II, deponendolo come Imperatore, sciogliendo sudditi e vassalli dall’obbligo di fedeltà e invitando i nobili tedeschi a proclamare un nuovo imperatore. Fu scelto Enrico Raspe, margravio di Turingia;

1246 – Il 5 agosto Enrico Raspe sconfigge, nella “battaglia di Nidda”, il figlio di Federico, Corrado. L’anno successivo, Enrico Raspe muore;

1248Federico subisce una grave sconfitta nella “battaglia di Parma” ad opera di Gregorio da Montelongo. Dopo un assedio durato più di sei mesi, approfittando dell’assenza dell’imperatore che era andato a caccia nella valle del Taro, escono dalla città e attaccano le truppe imperiali, distruggendo l’accampamento di Vittoria. L’imperatore riusce a stento a rifugiarsi a San Donnino da dove raggiunge poi la fedele alleata Cremona;

La Cattedrale di Palermo

1250Il figlio Corrado sconfigge il successore di Enrico Raspe, Guglielmo II d’Olanda. Federico II viene colto da malore il 1° dicembre di quello stesso anno, durante una battuta di caccia nella zona tra Foggia e Lucera. Trasportato a Castel Fiorentino, presso Torremaggiore, muore il 13 dicembre per una grave patologia addominale a lungo trascurata.

Quel giorno si compì la profezia che gli era stata rivelata anni addietro dall’astrologo di corte Michele Scoto e che lo aveva sempre indotto ad evitare di andare a Firenze: “Tu morrai presso la porta di ferro, in un luogo che porta il nome fiore”. Allorché fu informato del nome del borgo, Federico comprese e accettò la prossimità della fine.

Cattedrale di Palermo – Sarcofago di Federico II

La salma di Federico fu sommariamente imbalsamata, i funerali si svolsero nella sede imperiale di Foggia, per sua espressa volontà il cuore venne deposto in un’urna collocata nel Duomo, la sua salma omaggiata dalla presenza di moltitudini di sudditi venne esposta per qualche giorno e trasportata poi a Palermo, per essere tumulata nella Cattedrale della città, in un sarcofago di porfido rosso antico, come voleva la tradizione normanno-sveva, accanto alla madre Costanza, al padre Enrico VI e al nonno Ruggero II

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