Edgar Allan Poe: 3 ottobre 1849 – l’ultima delle sue opere

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Edgar Allan Poe
PROFESSIONE
Scrittore, Poeta, Editore, Giornalista
DATA DI NASCITA
Giovedì 19 gennaio 1809

LUOGO DI NASCITA
Boston, Stati Uniti
SEGNO ZODIACALE
Capricorno
DATA DI MORTE
Domenica 7 ottobre 1849
LUOGO DI MORTE
Baltimora, Stati Uniti

CAUSA
Incerta

 

 

« Gli uomini mi hanno chiamato pazzo; ma nessuno ancora ha potuto stabilire se la pazzia è o non è una suprema forma d’intelligenza »



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EDGAR ALLAN POE nasce a Boston, Massachusetts, il 19 gennaio 1809, secondogenito dell’attore David Poe Jr. e dell’attrice britannica Elizabeth Arnold, attori girovaghi di modeste condizioni economiche. Edgar aveva un fratello maggiore, William Henry Leonard Poe e una sorella minore, Rosalie Poe. Il padre abbandona la famiglia nel 1810; quando dopo poco muore anche la madre a causa di una tubercolosi polmonare, viene adottato in maniera non ufficiale da John Allan, ricco mercante scozzese della Virginia. Da qui l’aggiunta del cognome Allan a quello originale. Trasferitosi a Londra per questioni commerciali il giovane Poe frequenta scuole private. Da bambino rivela un’eccezionale memoria. La sua inclinazione, a volte forse eccessiva, per le rime e le anafore gli vale presso i ragazzi l’appellativo di jingle-man. Nel 1820 gli Allan ritornano a Richmond. Nel 1826 si iscrive all’università della Virginia dove però comincia ad affiancare agli studi il gioco d’azzardo. Indebitatosi in maniera inusitata, il patrigno si rifiuta di pagare i debiti obbligandolo in questo modo ad abbandonare gli studi per cercarsi un lavoro e far fronte alle numerose spese. Da quel momento iniziano forti incomprensioni fra i due fino a spingere il futuro scrittore ad abbandonare la casa per raggiungere Boston, e da lì arruolarsi nell’esercito. Il 22 settembre 1835, Poe sposa segretamente sua cugina Virginia Eliza Clemm. Poe aveva 26 anni, mentre Virginia solo 13, anche se sul certificato di matrimonio si attestava che ne avesse 21. Virginia muore il 30 gennaio 1847. L’estrema povertà in cui vive lo costringe addirittura a usare le lenzuola del corredo matrimoniale (portate in dote dalla sposa) come sudario per la moglie stessa. A differenza di quanto si dice, Poe non fu oppiomane o consumatore di droga per gran parte della sua vita: cominciò a usare droghe solo negli ultimi anni di vita, specialmente dopo la morte della moglie. Sopraffatto dal dolore, Poe riallaccia i rapporti con il suo amore di gioventù, Sarah Elmira Royster Shelton poco prima di morire in circostanze misteriose il 7 ottobre 1949, alle 5 del mattino. Edgar Allan Poe, scrittore di grande inventiva,  è considerato uno dei maggiori esponenti del genere gotico. Lo scrittore ha inoltre anticipato generi letterari quali il racconto poliziesco e il giallo psicologico.

Pioveva a Baltimora quel 3 ottobre del 1849, ma questo non fermò Joseph W. Walker, un compositore tipografico del “Baltimora Sun” dal dirigersi alla Gunner’s Hall, un noto Pub della zona. Era il giorno delle elezioni, si votava per mandare un rappresentante dello Stato del Maryland al Congresso e la sala del Gunner ospitava la cabina elettorale. Quando Walker arrivò nei pressi della Gunner’s hall, si trovò davanti un uomo delirante, vestito in modo trasandato, accasciato in condizioni critiche. L’uomo era semi-cosciente e incapace di muoversi. Quando Walker si avvicinò scoprì qualcosa di inaspettato. Quell’uomo era Edgar Allan Poe, il famoso scrittore e poeta, “il massimo esponente del genere letterario gotico”. Preoccupato per la salute del poeta, Walker si chinò per chiedergli se avesse conoscenti a Baltimora, qualcuno che potesse essere in grado di aiutarlo. Poe gli diede un nome, Joseph E. Snodgrass, editore di una rivista medica. Walker scrisse immediatamente un biglietto a Snodgrass per chiedergli aiuto. Poe venne portato all’ospedale Washington College, dove morì la domenica del 7 ottobre 1849, alle cinque del mattino. Il poeta non rimase mai sufficientemente lucido per spiegare come si fosse trovato in tali gravi condizioni, né come mai indossasse vestiti che non erano i propri. La notte prima della sua morte, secondo il suo medico curante Dr. John J. Moran, Poe invocò ripetutamente un nome: “Reynolds” — una figura che, ad oggi, rimane un mistero. Alcune fonti affermano che le ultime parole di Poe furono «Signore aiuta la mia povera anima». Tutti i referti medici, compreso il suo certificato di morte, andarono perduti. Nel giorno della sepoltura di Edgar Allan Poe, apparve un lungo necrologio sul New York Tribune, a firma “Ludwig”, che fu velocemente divulgato in tutto il paese. Il pezzo iniziava con queste parole: “Edgar Allan Poe è morto a Baltimora l’altro ieri. Questo annuncio farà sussultare molti, ma pochi ne saranno afflitti”. Ludwig fu presto identificato come Rufus Wilmot Griswold, un editore, critico e antologista che nutriva dissapori nei confronti di Poe da anni, tanto che tentò di distruggere la sua reputazione rappresentandolo come un alcolizzato, un pazzo, un drogato e un depravato. 

La morte di Poe sembra strappata direttamente dalle pagine di una delle sue opere. Le circostanze del suo decesso non sono mai state chiarite del tutto ed hanno alimentato le ipotesi più stravaganti e suggestive. E sebbene il certificato di morte attribuì la causa del decesso ad “encefalite” o “gonfiore del cervello”, le circostanze misteriose che circondano il suo trapasso hanno portato molti a speculare circa la vera causa della sua scomparsa.
Molte delle teorie che si sono sviluppate nel corso degli anni si sono concentrate sul fatto che Poe non aveva un buon rapporto con l’alcool. E’ stato documentato che il poeta, dopo appena un bicchiere di vino, già barcollasse ubriaco. Sua sorella aveva problemi della stessa natura. Anche se la teoria che l’alcool abbia condotto alla sua morte, sia vera, non si riesce a spiegare cosa sia successo durante quei cinque giorni della sua scomparsa, o il perché di quegli abiti trasandati che indossava il 3 ottobre. C’è chi sostenne che la morte di Poe era dovuta ad avvelenamento da monossido di carbonio, causato dai gas di carbone usato per l’illuminazione di interni durante il XIX secolo. Altri sostennero che i sintomi di Poe, letargia e confusione, delirio e allucinazioni, ampie variazioni nella frequenza del polso e fiato corto, erano evidenti sintomi causati dal virus della rabbia. Nel XIX secolo non era raro morirne. Tuttavia non c’era nessuna prova che lo scrittore fosse stato morso da un animale.

Baltimora (Maryland) – La tomba di Edgar Allan Poe

Quando Edgar Allan Poe morì, fu sepolto, piuttosto in fretta e senza tante cerimonie in una tomba senza lapide, in un cimitero di Baltimora. Ventisei anni più tardi fu eretta una statua che onorava il poeta vicino all’ingresso del cimitero. La bara di Poe venne dissotterrata e i suoi resti esumati, al fine di essere spostati nel nuovo posto d’onore. Ma dopo più di due decenni di sepoltura poco rimase del corpo del poeta. Un operaio che prese parte ai lavori, dichiarò che una strana massa arrotolata si trovava all’interno del cranio dello scrittore. Qualcuno affermò che quella massa potrebbe essere stata una massa tumorale che si calcificò dopo il decesso e che sia stata la causa scatenante che influenzò il suo comportamento prima della morte. Una teoria molto meno sinistra suggeriva che a causare la morte possa essere stata un’influenza curata male, trasformatasi in una mortale polmonite fulminante. C’è stato anche chi asserì che Poe venne rapito dai fratelli della sua ricca fidanzata, Sarah Elmira Royster Shelton, e che fu bastonato e costretto a bere whiskey, sapendo che questo lo avrebbe portato in breve tempo a morte certa. Ad ogni modo, nessuna delle teorie qui elencate spiega pienamente la singolare fine di Edgar Allan Poe. Forse la causa della su morte fu dovuta ad una combinazione di fattori.



Si può affermare che Il suo medico curante è stato, senza alcun dubbio,  la fonte più certa. E se il medico registrò che la causa della morte fu dovuta ad encefalite o meningite, ognuna di queste malattie può benissimo avere causato i sintomi accusati dal poeta. 

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